Il Modello Bellunese e le Origini (1991)
La storia e la missione del Modello Bellunese dei Bacini di Pesca
Nato il 1° Gennaio 1991, il nostro sistema di gestione rappresenta un esempio di autonomia unico in Italia. Grazie alle storiche battaglie dei pionieri locali guidati da Fiorello Faoro e alla visione politica di Sergio Reolon, la cura delle nostre acque è passata dalle mani della burocrazia centrale direttamente a quelle dei pescatori del territorio, trasformandoli nei primi veri custodi dell’ecosistema cadorino.
L’intuizione istituzionale di Sergio Reolon: All’epoca Assessore Provinciale con delega in materia “caccia e pesca”, e in seguito Presidente della Provincia di Belluno. Reolon fu il vero padre politico dell’architettura istituzionale dei Bacini di Pesca. Seppe ascoltare le istanze del territorio e le tradusse nel piano strutturato del 1991, affrontando e superando le forti resistenze del centralismo regionale per blindare l’autonomia della montagna.
Fondato con atto notarile nel 1991 e affidato in concessione dal 1992, il Bacino di Pesca N. 4 ha mosso i suoi primi passi grazie a un consiglio direttivo composto dai soci delle quattro associazioni fondatrici: Lagole di Calalzo, Rio Rin di Lozzo, Riuniti Domegge e Miralago di Sottocastello.
Una storia di gestione portata avanti nel tempo con dedizione: dal primo storico Presidente Armando Molinaro, passando per Giorgio Zandomeneghi, fino alla presidenza odierna di Giuseppe Giacobbi.
La nostra Missione: i 4 Pilastri
Autonomia e Territorio
La gestione diretta sul territorio si basa sul principio che nessuno può comprendere e curare un luogo alpino meglio della comunità che vive lungo le sponde dei suoi fiumi e laghi.
Tutela della Marmorata
Massima priorità alla tutela della biodiversità. Attraverso il nostro allevamento gestito direttamente dai soci, si è passati dalle semine commerciali di pesci, alla riproduzione controllata e alla reintroduzione della Trota Marmorata nativa e del Temolo.
Vigilanza Attiva
Un monitoraggio costante e capillare garantito da guardie giurate volontarie, pronte a intervenire non solo contro l’abusivismo, ma anche per segnalare tempestivamente inquinamenti o sbalzi idrici dannosi.
Cultura e Pesca Sostenibile
Promozione di un turismo naturalistico di alta qualità e diffusione di tecniche di pesca a basso impatto ambientale, come i tratti dedicati al “Catch & Release” e “No- Kill”, dove il pesce è considerato un valore biologico vivo del fiume e non un mero trofeo.
Ogni volta che un pescatore si avvicina alle sponde delle acque bellunesi, partecipa attivamente a una storia di rispetto, tutela ambientale e autogoverno iniziata oltre trent’anni fa. Una storia di custodia del territorio che continua a essere scritta giorno dopo giorno.
| Ruolo | Nome | |
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| Presidente | Giuseppe Giacobbi |
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| Vice Presidente | Andrea Gallafrio |
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| Consigliere | Stefano Campi |
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| Consigliere | Alessandro Da Vià |
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| Consigliere | Angelo De Marchi |
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| Consigliere | Valerio Frescura |
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| Consigliere | Enrico Gallafrio |
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| Consigliere | Marcello Giacobbi |
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| Consigliere | Emanuele Zandomeneghi |
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| Segretaria | Claudia Serafini |
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